Petuski

quella è una piccola città, nord-ovest di Mosca, alla linea Mosca – Vladimir.

È stato conosciuta dal poem Tra Mosca e Petuski di Venedikt Jerofeeev.
Tra Mosca e Petuski.Questo poem il monologue di un bevitore, che viaggia in treno a Petushki e che gli prende i presenti con.

Questo lavoro unisce le parti di quel monologue con le fotografie istantanee da Petushki che ho preso nel mese di maggio 2002 e 2012.

Moscou. Le buffet de la gare de Koursk

Non c’è niente di alcolico! Regina del Cielo! Ma se a dar retta agli angeli qui lo sherry scorrerebbe a fiumi. Adesso invece c’è solo la musica, e per di più una musica con certe modulazioni canine. E in effetti è proprio Ivan Kozlovskìj, l’ho riconosciuto subito, non c’è nulla di più fetido di quella voce. Tutte le voci dei cantanti sono ugualmente fetide, ma sono fetide ciascuna a suo modo. È per questo che le riconosco al volo…
Ma certo, Ivan Kozlovskìj:
‚O-o-oh, calice dei miei avi…
O-o-oh lasciami saziare del tuo sguardo al lume degli astri notturni‘. Ma certo, Ivan Kozlovskij: ‚O-o-oh, perché son da te stregato?… Non mi respingere’…

«Allora, vuole ordinare qualcosa?»
«E che cos’è che avete, solo musica?»
«E perché mai ’solo musica?‘ C’è il beef stroganoff, ci sono pasticcini. E mammelle d’Agnello…»
Si è rifatto sotto un conato di vomito.
«E lo sherry?»
«E lo sherry invece non c’è.»
«Buffo. Ci sono le mammelle d’agnello e non c’è lo sherry!»

Karacarovo / Cuchlinka

Mi piace questa cosa. Mi piace che il popolo del mio paese abbia occhi cosi vuoti e rigonfi. Induce in me un sentimento di legittimo orgoglio… Ci si può figurare che occhi ci sono dall’altra parte. Là dove tutto si vende e tutto si compra: … occhi profondamente nascosti, occultati, rapaci e tremebondi… Svalutazione, disoccupazione, povertà… guardano in tralice con ansia implacabile e pena. Ecco gli occhi del mondo del puro profìtto…

Invece che occhi ha il mio popolo! Sempre spalancati, ma senza traccia alcuna di espressione. Totale assenza del benché minimo senso: ma in compenso, quale forza! (quale forza spirituale!). Questi non sono occhi pronti a venderti. No, non venderanno e non compreranno niente. Qualsiasi cosa succeda nel mio paese, nei giorni del dubbio, nei giorni dell’affannosa incertezza, quando gli si pareranno di fronte prove e calamità, questi occhi non batteranno ciglio. Per loro è tutto acqua fresca… Mi piace il mio popolo. Sono felice di essere nato e di essere maturato sotto lo sguardo di occhi del genere.

Reutovo / Nikolskoe

Petuski è un luogo dove gli uccelli non smettono di cantare né di giorno né di notte, e né d’inverno né d’estate sfiorisce il gelsomino. Il peccato originale, se mai c’è stato, li non grava su nessuno. Li persino quelli che si straciuccanoper settimane intere hanno lo sguardo limpido e senza fondo…

Kucino / Zeleynodoroznaja

E puo mai esserci a Petuski qualcosa di cosi profittevole?

«Certo che si!» dico a voi, e ve lo dico cosi ione da far tremare tanto Mosca che Petuski. «E a Mosca che non c’e nulla di cosi profittevole, e invece a Petuski si, certo che si! E poi che sara mai se e un po‘ ‚cagna‘? In compenso che cagna armoniosa! E se vi inieressa dove e quand“e che l’ho pescata, allora statemi a sentire, svergognati, che vi raccontero tutto.»

A Petuski, come vi ho detto, il gelsomino non sfiorisce e il canto degli uccelli non cessa. Bene, quel giorno, esattamente dodici settimane fa, c’erano gli uccelli e c’era il gelsomino. E c’era anche il compleanno di non so ehi. E in piu c’era uno sproposito di alcool di ogni sorta: forse dieci o forse dodici, oppure venticinque bottiglie. E c’era tutto quello che puo de- siderare l’uomo quando ha bevuto tutto quell’alcool. Tutto, senza eccezioni: dalla birra alla spina a quella in bottiglia, «E cosa ancora?» mi domanderete voi. «Cosa c’era ancora?»

Zeleynodoroznaja / Cernoe

Ero contraddittorio.

Da un lato mi piaceva che avessero il punto vita, mentre noi non abbiamo nessun punto vita; questo risvegliava in me, come chiamarla?… ‚Voluttà‘ forse? Ma si, risvegliava in me la voluttà. Ma d’altra parte non erano state loro a infilzare Marat con un tagliacarte, e Marat era incorruttìbile, e perciò non lo si doveva infilzare. Questo già annullava ogni voluttà. Da un lato, come Karl Marx, amavo in loro la debolezza, mi piaceva il fatto che sono costrette a orinare accovacciate, ciò mi riempiva… di che mi riempiva?… di voluttà, forse? Be‘ si, mi riempiva di voluttà. Ma da un altro lato loro hanno preso a pistolettate Lenin. E questo di nuovo ammazzava la voluttà: se volete starvene accovacciate nessuno vi disturba, ma perché sparare a Lenin?

E sarebbe comico dopo di questo parlare di voluttà… Ma torniamo al dunque.

Cernoe – Kupavna 1

No, adesso c’è solo da vivere e ancora vivere! Vivere non è noia. Neanche un po‘. Vivere era noia per Nikolaj Gogol‘ e per lo zar Salomone.

Se si sono già vissuti trent’anni, bisogna provare a viverne altrettanti. Si, certo.

‚L’uomo è mortale‘, d’accordissimo. Ma già che siamo nati, c’è poco da fare: bisogna campare per un po’… ‚La vita è bella‘, e anche qui sono d’accordo.

Cernoe – Kupavna 2

Ecco, vedete quanti misteri esistono in natura, tragici e gioiosi, quante macchie bianche dappertutto! Invece questi giovani dalla testa vuota che stanno per darci il cambio sembra che non li notino neanche, i misteri della vita. Non hanno né slancio né iniziativa, e mi viene anche da dubitare che tutti quanti abbiano qualcosa nel cervello.
Che ci può essere di più nobile, per esempio, che sperimentare su se stessi?
Alla loro età io facevo cosi: la sera del giovedì bevevo tutto d’un fiato tre litri e mezzo dì un cocktail di birra e vodka, avendo in mente un solo pensiero: mi sveglierò la mattina di venerdì o non mi sveglierò?

Esino / Frjasevo

Ecco cosa c’entrano! Da qui sono cominciate tutte le cose che contano: la vodka ha sostituito il Clicquot! Si è allargata la cultura, si è allargata la deboscia e la rivolta alla Chovanskij! Tutti questi Uspenskij e Pomjalovskij senza un bicchiere non potevano scrivere neanche una riga! L’ho letto e lo so! Bevevano come dannati! Tutta la gente onesta della Russia… e perché bevevano? Ma bevevano per la disperazione! Bevevano perché erano onesti, perché non erano in grado di alleviare la sorte del popolo. Il popolo soffocava nell’ignoranza e nella miseria, leggetevi un po‘ Dmitrij Pisarev. Questa roba qua scrive: ‚La gente non si può permettere il manzo, ma la vodka costa meno del manzo: è per questo che beve il contadino russo, per la sua miseria! Un libro non può permelterselo, perché al mercato non c’è ne Gogol‘, né Belinskij, c’è solo vodka, dei monopoli di stato e qualsiasi altra, sfusa e da asporto! Per questo beve, per la sua ignoranza!‘.

Come si fa a non cadere nella disperazione, come si fa a non scrivere dei contadini, come si fa a non salvarli, e poi quando per la disperazione si comincia a bere, come si fa a non bere! Un socialdemocralico scrive e beve, beve e scrive. E il conladino non legge e beve, beve senza leggere. Allora Uspenskij prende e si impicca, e Pomjalovskij si sdraia sotto una panca all’osteria e ci crepa, e Garsin prende e per quanto ha bevuto si butta giù dalie scale…

Usad / Chilometro 105

«Ora che mi metti in mezzo a fare venerdì scorso? Sai quante ne possono essere capitate da venerdì scorso! Venerdì scorso il treno quasi non ha fatto fermate. E in generale prima i treni andavano più veloci… E adesso Io sa il diavolo che succede! Si ferma a ogni stazionaria e resta là impalato, non si muove… e perché starà fermo? A volte ti viene proprio la nausea: sta là impalato e non si schioda. A ogni stazioncina. A parte Esino…»

«Ancora con lo scorso venerdì! Vedo, Venicka, che sei tutto proiettato nel passato. Vedo che proprio non vuoi pensare al futuro!…»

«Venerdì scorso alle 11 del mattino c’era luce, non discuto. Ma questo venerdì alle 11 del mattino può essere veramente buio pesto. Lo sai quanto si accorciano le giornale? Ma lo sai? Vedo che non sai niente, solo ti vanti di sapere tutto!…»

Chilometro 105 / Pokrov: quante volte

Il famoso lavoratore d’assalto Aleksej Stachanov andava al bagno due volte al giorno per un piccolo impegno, e una volta ogni due giorni per un grosso impegno. Quando beveva a rotta di collo, andava al bagno quattro volte al giorno per un piccolo impegno, e neppure una per un grosso impegno. Calcola quante volte all’anno il lavoratore d’assalto Aleksej Stachanov andava al bagno per piccoli e grandi impegni, considerando che beveva a rotta di collo 312 giorni all’anno.

Chilometro 105 / Pokrov: bionda

Quando le navi della Settima Flotta americana hanno attraccato alla stazione di Petuski, non c’erano in città ragazze iscrìtte al partito, ma se vogliamo considerare già del partito le ragazze della gioventú comunista, allora di queste giovani comuniste una su tre era bionda. Alla partenza delle navi della Settima Flotta americana, si è riscontrato quanto segue: una giovane comunista su tre era stata violentata, una ragazza violentata su quattro era una giovane comunista, una giovane comunista violentata su cinque era bionda; e ogni nove bionde violentate, una era una giovane comunista. Se in tutto a Petuski c’erano 428 ragazze, calcola quante brune senza partito non hanno subito violenza.

Chilometro 105 / Pokrov: Punti A1

Com’è noto, a Petuski non ci sono punti A. Tantomeno ci sono punti C. Ci sono soltanto punti B. Ecco dunque: l’esploratore Papanin, desideroso di salvare l’altro esploratore Vodop’janov, ha lasciato il punto B, in direzione del punto B2. In quello stesso momento Vodop’janov, desideroso di salvare Papanin, ha lasciato il punto B; diretto al punto B1. Non si sa perché, tutti e due si sono ritrovati nel punto B3, che si trova a una distanza dal punto B1 pari a 12 sputi di Vodop’janov, e a una distanza dal punto B2 pari a 16 sputi di Papanin. Se si considera che Papanin sputava a tre metri e settantadue centimetri, mentre Vodop’janov non sapeva affatto sputare, era andato o no Papanin a salvare Vodop’janov?

Chilometro 105 / Pokrov: Chamberlain

Lord Chainberlain, premier dell’impero britannico, uscendo dal ristorante della stazione di Petuski, è scivolato sul vomito di non so chi, e cadendo ha rovesciato un tavolino. Prima della caduta, sul tavolo c’erano: due pasticcini per un prezzo unitario di 35 copeche, due porzioni di beef stroganoff da 78 copeche, due porzioni di mammelle d’agnello da 39 copeche e due brocche di sherry. Tutti i piatti sono rimasti integri. Tutte le portate sono divenute inservibili. E con lo sherry è successo quanto segue: una caraffa non si è rotta, ma tutto il contenuto si è rovesciato fino all’ultima goccia; l’altra caraffa è andata in mille pezzi, ma non se ne è rovesciata neppure una goccia. Considerando che il costo di una caraffa vuota è di sei volte superiore a quello di una porzione di mammelle d’agnello, e il prezzo dello sherry lo sanno anche i poppanti, calcola quale conto è stato presentato a Lord Chamberlain, premier dell‘ impero britannico, nel ristorante della stazione di Kursk ?…

Pokrov /Chilometro 113

«L’uomo non deve essere solo» tale è la mia opinione.
L’uomo deve darsi agli uomini, anche se questi non lo vogliono. E se continua a essere solo, deve andare in giro per i vagoni. Deve trovare gli uomini, e dir loro: ‚Eccomi. Sono solo. Mi do a voi senza avanzare nulla (perché l’avanzo me lo sono appena bevuto, ah-ah!). E voi datevi a me, e dopo esservi dati, datemi anche una risposta: dove andiamo? Da Mosca a Petuski, o da Petuski a Mosca?‘

 

Petuski. Banchina

Poi, com’è ovvio, si sono alzate volute dappertutto. Se mi direte che era nebbia, io potrò anche convenire: si, come se fosse nebbia. Ma se mi direte che no, non era nebbia, erano fiamme e ghiaccio, alternativamente ora ghiaccio, ora fiamme, vi risponderò che sicuramente era cosi, ghiaccio e fiamme, cioè il sangue prima si raggela, gela sempre più, e appena si è ghiaccialo comincia a bollire, e quando ha bollito si raggela di nuovo.

Petushki. Piazza della stazione

Una volta qualcuno mi ha detto che morire è molto semplice: basta inspirare a fondo quaranta volte di seguito, molto a fondo, ed espirare altrettante volte, dal più profondo del cuore, e allora rimetterai l’anima. Forse è il caso di provare?

Aspetta, aspetta!… Forse è meglio chiedere prima che ore sono? Si, il tempo… Ma a chi chiederlo, se sulla piazza non c’è neppure un’anima viva, assolutamente nessuna?… E se pure incontrassi un’anima viva, il freddo e il dolore ti permetterebbero forse di disserrare le labbra? Sí, il freddo e il dolore… O mutismo!…

E se un giorno morirò – e sarà molto presto, lo so – morirò senza aver accettato questo mondo, avendolo compreso da vicino e da lontano, da fuori e da dentro, ma senza averlo accettato; morirò, e Lui mi chiederà: «Sei stato bene laggiú, Erofeev? Sei stato male?», e io tacerò, abbasserò gli occhi e tacerò.

Tra Mosca e Petuski. Per le scale di un palazzo sconosciuto

Non sapevo che esistesse al mondo un tale dolore, mi sono abbarbicato per la sofferenza. Una densa e rossa lettera ‚ìu‘ si è dilatata ondeggiando davanti ai miei occhi, e da quel momento non ho più ripreso coscienza, né mai la riprenderò.


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